Veglia dal 1956 sui milanesi, maestoso, il Grattacielo Pirelli. E’ il punto più alto della città, almeno fino a che non sarà terminata “L’Altra Sede” della Regione Lombardia.
Il “Pirellone”, come affettuosamente lo chiamano i milanesi da anni, è anche e soprattutto simbolo dell’ orgoglio e della spregiudicatezza di una città che nonostante la crisi, continua a lottare.
Rappresenta lo spirito di quell’ audacia che spinse l’architetto, Gio’ Ponti, a infrangere la regola, che vietava la costruzione di edifici più alti della Madonnina, e quindi dei 108, 5 metri del Duomo. L’architetto Milanese superò “l’insuperabile”, regalando alla città un grattacielo di ben 127 metri d’altezza, il secondo più alto d’Europa, l’undicesimo al mondo.
L’elenco degli iscritti, a questa particolare visita guidata, organizzata dal CCRENS di Milano, si presenta lunghissimo, supera tutte le previsioni; tanto che costringe a dividere l’evento in due gruppi: il primo gruppo entra sabato 20 giugno 2009, ed il secondo sarà partecipe, sempre di sabato, il 27 giugno 2009.
La facciata del “Pirellone” è caratterizzata dall’uso di materiali molto semplici e trasparenti: vetro, alluminio e “tesserine” di ceramica, mentre l’interno è vivacizzato da decorazioni a colori. Per Ponti il progetto è un cristallo luminoso che riflette la luce del giorno sulle strade che lo circondano e di notte si illumina di luce propria..
Nella storica sede della Regione Lombardia, sabato 20 giugno, siamo stati a goderci il panorama mozzafiato della città. La salita può essere effettuata a piedi per i 710 gradini che portano alla “vetta” o per mezzo del rapido ascensore, emozionante come un giro in giostra, capace di risalire 31 piani in soli 30 secondi.
Al trentunesimo piano del Grattacielo, quindi si accede al nuovo “Belvedere” finalmente rimesso a nuovo dai restauri cominciati nel marzo 2003, poco meno di un anno dopo il tragico incidente causato da un aereo da turismo che distrusse il ventiseiesimo piano (ora trasformato in “Luogo della Memoria”...La terrazza non è aperta, bensì circondata da vetri. La vista di cui si gode è comunque straordinaria, per la particolare e suggestiva vista panoramica a 360 gradi su tutta la Lombardia. Sotto di noi, minuscole, si vedevano passare persone e auto. I principali monumenti della città erano visibili, a cominciare dalla stazione Centrale, fino al Duomo, che svettava alle nostre spalle. Si vedeva l’aeroporto di Linate, la Torre Velasca, lo stadio di San Siro, che da quell’altezza sembrava avere quasi un certo fascino. Verso Nord poi, nelle giornate limpide, è visibile tutto l’arco alpino e prealpino, nella sua maestosità: il massiccio del Monte Rosa, le due Grigne, il Resegone.
Più in su… più in alto, ma non visibile dal Belvedere, è collocata la copia dorata della Madonnina, alta 85 cm, contro i 4,16 metri dell’originale, posta sulla guglia più alta del Duomo, per mantenere intatta la tradizione, che vuole, che nessun edificio a Milano sia più alto della sua Madonnina.
E qui potrebbe riecheggiare la famosa canzone milanese, più conosciuta nel mondo, che ancora oggi rappresenta la canzone simbolo del capoluogo lombardo e la si può ascoltare ogni domenica a San Siro, dalle curve degli ultras sia interisti che milanisti.:
…O mia bela Madunina che te brillet de lontan tuta d'ora e piscinina, ti te dominet Milan…
Un appuntamento, quindi da non perdersi, ma di certo sconsigliato a chi soffre di vertigini.
G..Castelli
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