
In ricordo di Francesco Rubino
Francesco Rubino, nato a San Remo il 16 agosto 1907, morì il 27 settembre 1979 a Vignale (Novara), dove si era trasferito dal 1965, presso l'Istituto per sorde «Donnino», diretto al tempo dalla sua seconda moglie Giannina Barbareschi (sposata in seconde nozze, dopo essere rimasto vedovo di Mirella Canali, morta nel 1950, a 35 anni) ma idealmente aveva continuato a risiedere, come in precedenza, a Milano, districandosi fra la Società Sportiva Silenziosa e l'Associazione Benefica-Cardano, con frequenti escursioni alla Sede Centrale ENS di Roma.
Per tutti coloro che ebbero la fortuna di ascoltare qualche suo discorso, è difficile rendersi conto che siano già trascorsi tre decenni dalla scomparsa di Rubino, e in suo ricordo è ora arduo scrivere un articolo per raccontare di lui, è più agevole cimentarsi in un romanzo sulla sua vita assai intensa. Bastava scambiare un saluto con lui, per avere nozioni da riferire. Infatti nel 1999, ricorrendo il ventennale della scomparsa di Rubino, il suo «allievo prediletto», Manlio Marcioni, ha dato alle stampe «Francesco Rubino, una vita per lo sport silenzioso» dove l’amico, Vittorio Ieralla, rammentava che «… nonostante il suo quasi assillante impegno per lo sport, aveva sommamente a cuore i problemi umani, sociali e culturali dei sordi…» mentre, anni dopo, Ida Collu, ha ricordato «…quella sua originale maniera di vedere le cose e di coglierne la problematicità… e ogni volta era come una ventata di incoraggiamento».

Francesco Rubino, divenuto sordo a quattro anni, fu poi educato in diversi istituti per sordi, a Napoli, a Genova, a Palermo, infine a Milano, assorbì e fece propria la cultura "silenziosa" da lui raccolta durante quel peregrinare, lui infante, attraverso tutta la Penisola.
Dopo la scuola dell'obbligo, si diplomò maestro d'arte a Monza e quindi esercitò la professione di valente progettista tessile, mentre nel tempo libero già aveva iniziato a frequentare l'Associazione «Cardano» di Milano, dove succedette a Enrico Prestini, quando questi morì nel 1941, alla presidenza della stessa. Fu al contempo fondatore e redattore, con Edgardo Carli, della testata «Riscossa» e poi di «Rinascita», i primi giornali dell'ENS.
Fu uno dei dieci componenti della «Commissione Nazionale» per la riorganizzazione dell'ENS, poi avvenuta nel 1950. E' stato presidente della Sezione milanese dell'Ente Nazionale Sordomuti fino al 1957, e in quel ruolo promosse nel 1954 l'unificazione delle due associazioni "Benefica" e "Cardano". Fu pure presidente nazionale della Federazione Sport Silenziosi d'Italia dal 1949 e vice presidente nazionale dell'ENS, ambedue gli incarichi ricoperti fino all'ultimo istante della sua vita. E dal 1957, fino al 1973, ha ricoperto con competenza e ammirazione internazionale la carica di vice-presidente del Comitè International Sport des Sourd (CISS).
Il 24 aprile 1980, pochi mesi dopo la scomparsa dell'illustre e stimato personaggio, si costituì a Milano la «Fondazione Nazionale Francesco Rubino», con lo scopo di premiare annualmente le personalità sorde che si sono distinte nello sport e coloro, anche udenti, che hanno dato un notevole apporto allo sport dei silenziosi in Italia e nel mondo.

La Fondazione Rubino è stata presieduta, dal 24 maggio 1980 al 28 maggio 2009, dal com. Manlio Marcioni, che per 29 anni ha profuso il massimo impegno per ossequiare la volontà e gli intenti del suo Maestro, e ora che anche Mario è assiso all'eremo degli Eroi è necessario che il testimone sia raccolto e condotto ancora da altro autorevole e capace personaggio che sappia preservare la grande umanità e perseveranza di Francesco Rubino, autentico Cavaliere dell'ideale sportivo.
Marco Lué
[ INIZIO PAGINA ]
ENS SEZIONE PROVINCIALE DI MILANO Via Boscovich, 38 - 20124 MILANO Tel. 02 2022 9920 - info@ensmilano.it - P.iva 04928591009