Palazzo Salmatoris, Cherasco (CN)
Dal 6 al 21 febbraio 2010
E’ la memoria a sottendere tutta l’opera di Guido Miglio. Artista isolato e sordomuto che ha trasposto sulle tele luoghi e personaggi immagazzinati nella testa interpretandoli in composizioni mutevoli, nuove e talvolta impossibili. La straordinaria forza che emana dai suoi lavori risiede proprio nella capacità di trasfigurare il reale, sempre presente, per immetterlo nel simbolico, in una vera e propria dimensione psicologica.
I ricordi di vita vissuta, i drammi esistenziali che hanno accompagnato la sua esistenza emergono nella rassegna che Cherasco propone nelle stupende sale di palazzo Salmatoris dal 6 al 21 febbraio dal titolo “Guido Miglio, un pittore scomparso da sempre”.
Attraverso una puntuale lettura e un accurato cromatismo le opere di Miglio ci forniscono indicazioni precise sul suo vivere: come nei volti sempre con la bocca chiusa, con gli sguardi segnati da una profonda malinconia.
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Miglio parlava con l’unico mezzo che la vita gli aveva concesso: le mani. “Noi altri Dipintori habbiamo da parlare con le mani” disse a tal proposito Annibale Carracci una volta in cui mentre il fratello Agostino era impegnato in una dotta dissertazione sul Laocoonte e sulle virtù mirabili dell’arte degli antichi, si mise a disegnare su un muro il famoso gruppo scultoreo.
Parlare con le mani è quanto fanno non solo i “Dipintori” ma tutti coloro che le tecniche delle arti rendono partecipi del processo fervido e a tratti sapienzale del fare. Era così nella bottega rinascimentale, è così per gli artisti contemporanei e, quindi, per Guido Miglio.
Acquistano per tale ragione un grande valore le opere esposte a Palazzo Salmatoris. Sono lo specchio dell’anima di un artista che ha saputo fondere con originalità due livelli stilistici: la Pittura Naif ed il Simbolismo, che ha utilizzato per acuire la sua personale percezione, restituendo una natura – inconscio, allo stesso modo reale e metaforica.
Naif letteralmente significa semplicità o ingenuità. Come i grandi pittori naif anche Guido Miglio esprimeva situazioni, emozioni, luoghi conosciuti con un linguaggio elementare derivante dalla mancanza di proporzioni, di prospettiva ma ricche di una forte e distinta capacità espressiva.
Ma la pittura di Miglio è ben più profonda: leggendo a fondo alcune opere, come ad esempio alcuni personaggi o la casa rossa si percepisce che l’artista ha unito il visibile esterno all’invisibile del sogno e dell’interiorità e quindi i dati sensoriali a quelli spirituali.
Le sue opere sembrano, quindi racchiudere un messaggio cifrato, un codice per la mente, arduo da inseguire, come un mistero che non si svela. Ne cogliamo i frammenti, ne assaporiamo le immagini, ne gustiamo i colori. Ma essi sono il riflesso d’altro e chiedono lo sforzo di capire la relazione tra ciò che si specchia e ciò che lo specchio rimanda. E’ il riflesso della sua stessa vita e la sua pittura è il diario di un percorso da analizzare, rivalutare e conservare.
La mostra realizzata grazie alla collaborazione del Dr Fiorenzo Prever è presentata da Flavio Russo, collezionisti e critici delle opere di Guido Miglio.
L’inaugurazione è prevista per sabato 6 febbraio alle ore 17,30.
GUIDO MIGLIO
UN PITTORE SCOMPARSO DA SEMPRE
DAL 6 AL 21 FEBBRAIO 2010
Sabato e Domenica: 9,30 – 12,30 e 14,30 – 18,30
Da martedì a venerdì: 14,30 – 18,30
INAUGURAZIONE: Sabato 6 febbraio alle ore 17,30
INGRESSO LIBERO
ENTE PROMOTORE: CITTA’ DI CHERASCO – CHERASCO EVENTI
A CURA DI Flavio Russo – Fiorenzo Prever
COORDINAMENTO ARTISTICO Cinzia Tesio
UFFICIO STAMPA Licia Innocenti
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