«Sempre genitori», ma … non esiste più la famiglia di una volta! (di Marco Luè)

Questa che segue, beninteso, è una mia considerazione, frammischiata alla cronaca del terzo seminario di «Siamo Genitori», promosso dal Gruppo «Ge&Fi» (Genitori e Figli), settore dell'ENS provinciale di Milano coordinato da Mario Di Paola. Il seminario ha trattato una delicata questione psicologica, «Non esiste più la famiglia di una volta: la gestione dei nuovi rapporti familiari», che è stato analizzato con indubbia competenza dalla psicologa Raffaella Carchio, la quale ha esposto i concetti nella accattivante Lingua dei Segni di cui è assai pratica, sabato 24 aprile 2010 a Bresso, presso la struttura dell'Azienda Zambon Group, una multinazionale farmaceutica con sede in Italia e costituita da varie consociate, partecipate e uffici di rappresentanza con stabilimenti produttivi in Italia e nel mondo. In quella ditta è impiegato, ed evidentemente gode di notevole stima e considerazione, il sordo Di Paola, coordinatore di Ge&Fi, e le riunioni di «Sempre Genitori» hanno avuto luogo sovente nei locali dell'ampio ufficio di rappresentanza della Ditta, concesso in uso anche quel giorno, in un ambiente che ha strutture tecniche appropriate per il seminario e anche - questa è la funzione che mi ha colpito maggiormente - un locale idoneo per accogliere i bambini (dai più piccoli agli adolescenti), oltre una ventina, che erano intrattenuti con giochi e passatempi vari da uno Staff di giovani sordi, ed è stato assai piacevole, durante l'intermesso del seminario, intrattenermi a chiacchierare con quei bimbi, quelli sordi e figli di genitori con la stessa minorazione sensoriale, mi apparivano come i più intraprendenti e sicuri di se stessi.
Il seminario, quel giorno, trattava un argomento che, non raramente, è sinonimo di gran confusione e indica una famiglia spezzata e ricostruita nuovamente, ma con persone nuove. Specifica una separazione, due genitori che si lasciano e si innamorano una seconda volta, ma di persone diverse. Indica un’eventuale nascita di altri figli che in qualche modo dovranno imparare a convivere con quelli già nati; o figli del compagno/a già grandi magari, che si ritrovano da un giorno all’altro a doversi relazionare con uno o più fratellastri. Ed è qui che nasce la questione, il cambiamento, la modernità, se vogliamo, di certi rapporti e di certe storie, questione anche di parole e termini poco adatti: fratellastro o sorellastra sono parole quasi dispregiative che siamo portati ad abbinare nell’immaginario alle sorellastre cattive di Cenerentola, eppure sono queste ancora oggi le parole con cui è possibile identificare i soggetti in questione e cioè fratelli sì, ma non completamente. E in tutto questo, a rimetterci sono i figli, i ragazzi, senza sapere a chi rivolgersi in caso di bisogno, senz'altro pilastri portanti della crescita come lo erano, cardini fissi e insostituibili, i genitori di una volta, che sembravano superare ogni crisi «per il bene dei figli e per il proprio».
La dottoressa Carchio, considerando ogni crisi familiare un evento traumatico, ha fatto però osservare che per superare quegli sconvolgimenti occorre pazienza e tempo, come pure sono necessarie tali doti anche da parte dei figli per accettare un nuovo partner da parte del genitore o della genitrice, ed è necessario un gran tatto nel preparare i figli alla rinnovata situazione, tanto più nell'eventualità di una nascita, e bisogna prestare attenzione a eventuali segnali di disagio dei figli, anche se in apparenza accettano le scelte dei genitori.
Beh, da parte mia, che potrei essere padre – e in realtà lo sono! - di simili genitori odierni e nonno di graziosi bimbi quasi identici a quelli con i quali ho scambiato simpatiche battute in segni, mi sono sentito a disagio nella trattazione psicologica di eventuale «famiglia allargata». Certo i tabù e le falsità che avevano contraddistinto – ma da me allora non percepiti - i tempi della mia fanciullezza, non sarebbero auspicabili oggigiorno, ma il sorriso dei bimbi del terzo Millennio non è dissimile da quello anti-Sessantotto, del Secolo passato, quando l'evoluzione della sessualità ha sovvertito tutte le regole e le possibilità, anche la capacità di essere genitore responsabile.

[ INIZIO PAGINA ]
ENS SEZIONE PROVINCIALE DI MILANO Via Boscovich, 38 - 20124 MILANO Tel. 02 2022 9920 - info@ensmilano.it - P.iva 04928591009