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Echi di storia e precisazioni attuali - Luè


Echi di  storia e precisazioni  attuali di Marco Luè

 

Leggo sull'ultimo numero del  «Giulio Tarra», periodico trimestrale "pro mutis" n. 3/2010, di cui è proprietario il Pio Istituto dei Sordi,  in «Echi di storia», le considerazioni  di don Emilio/monsignor Puricelli,  direttore responsabile del periodico, relative a «… un articolo apparso  sul "Corriere della Sera" il 18 aprile 2010, dove ci si domanda  se "l'integrazione degli alunni con disabilità scricchiola" e per questo "i genitori cominciano a pensare che sia meglio una scuola specializzata, piuttosto che l'inserimento solo sulla carta, senza servizi adeguati, nelle scuole normali». Quante inutili perifrasi! Don Emilio sembra ignorare completamente chi è quell'autore e, quindi, non analizza il contesto dell'articolo di Franco Bomprezzi, e manda a catafascio il senso di quanto Bomprezzi ha voluto significare.



Per vagliare l'articolo di quel giornalista "free lance" -  libero professionista in generale, indipendentemente dal settore specifico di attività. .-. era necessario presentarlo: Franco Bomprezzi, 58 anni, è giornalista professionista, da tempo impegnato nella comunicazione della disabilità e nell’informazione sociale. Con l’handicap convive da sempre, vive e lavora in carrozzina in seguito agli esiti di una rara malattia genetica delle ossa, l’osteogenosi imperfetta. Quando nacque, nel 1952, gli riscontrarono venti fratture e in clinica, a sua madre, pronosticarono per il neonato pochi mesi di vita. Oggi Bomprezzi, considerando quella partenza complicata, ritiene che la sua vita successiva sia stata, invece, "un capolavoro", soprattutto perché piena e intensa.
Egli, fra un lavoro giornalistico e l'altro, conduce tavole rotonde, viaggia, è ospite di programmi radiofonici e televisivi, così ha incontrato anche i sordi, coi quali si è trovato in sintonia.
Mercoledì 10 ottobre 2007, Bomprezzi è stato insignito del «Premio ENS»,  massima onorificenza assegnata a esponenti del mondo politico, scientifico, giornalistico e dell'associazionismo sociale che si sono particolarmente distinti nel proprio ambito per  l'azione condotta a favore delle persone disabili e in particolare del sordo. Il Premio ENS è stato conferito per la prima vota quell'anno, in coincidenza della Festa Nazionale ENS per il 75° di fondazione dell'Ente, celebrata a Roma presso l'Aula Magna della Pontificia Università Lateranense.
Don Emilio espone il suo parere su  una frase dell'articolo, un pezzo che ha poco a che fare con le  questioni della sordità, ma solo della disabilità in generale, quella fisica in particolare, dove  Bomprezzi conclude il suo ragionamento  affermando che gli «… dispiacerebbe  vedere l'Italia tornare indietro. Non è giusto», e pure io condivido, memtre don Emilio ritiene invece, esaminando solo una frase ed escludendo l'insieme, che è invece una pazzia continuare su una strada, quando ci si accorge che quella strada è sbagliata.
E' sbagliata, certamente, la strada percorsa fino a oggi dal Pio Istituto Sordi di Milano, dove Monsignore era (lo è ancora? Mah!) Rettore, ma per quale ragione non è dato sapere, a noi sordi direttamente interessati, quali sono gli obiettivi presenti e futuri di un'Istituzione creata per l'educazione e l'evoluzione dei sordi?
 Don Emilio, noi sordi ci auguriamo che Lei e l'Istituto che ha ereditato moralmente da monsignor Giulio Broggi, possa tornare a svolgere la funzione che aveva un tempo, adattandola ai tempi attuali, certo, ma non snaturandola.

 


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