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FAND e FISH protestano a Montecitorio con ENS


FAND E FISH protestano a Montecitorio con ENS in prima fila (di Marco Luè)

 

 

Il giorno precedente il Governo aveva fatto "marcia indietro", assicurando l'abolizione del preventivato aumento dal 75 all'85% della soglia per avere diritto alla pensione di invaliditià. Nulla sarebbe cambiato, anche se si sarebbero dovute valutare le nuove norme nei casi di eventuali visite di controllo, per quanti già oggi percepiscono la pensione: di 256,57 euro al mese per 13 mensilità, una ventina di euro in più. 277,57 per i ciechi civili assoluti. Cifra che -va ricordato- viene effettivamente versata solo se il soggetto non supera il limite di reddito di 4,400 euro l'anno se invalido civile parziale o di 15.150 euro in caso di invalidi civili totali, ciechi parziali o assoluti e sordomuti. Nulla cambiava per chi ha già la pensione, molto sarebbe cambiato, invece, per coloro che presentano domanda d'invalidità dal 1° Giugno 2010: se non raggiungeranno la soglia dell'85%, infatti, non avrebbero ottenuto nessun beneficio economico.

 

 

Per farsi un'idea delle categorie interessate, basta guardare le tabelle varate due decenni fa (era il febbraio 1992) con decreto del ministero della Sanità e che contengono le percentuali d'invalidità a seconda delle "minorazioni e malattie invalidanti": è sulla base di queste tabelle che i medici delle commissioni decidono la percentuale d'invalidità di ogni singolo richiedente. Si scopre allora che fra coloro che non potranno più ottenere il beneficio ci sono le persone con "sordomutismo o sordità prelinguale da perdita uditiva grave bilaterale con evidenti fonologopatie audiogene" (percentuale fissata all'80%), quelle senza un arto superiore (amputazione di braccio: 75%, assenza congenita dell'arto superiore: 75%; amputazione di spalla: 80%), o quelle con ipoplasia renale bilaterale (percentuale al 75%). Niente pensione per altre categorie.
Per queste ragioni, e per evitare altri voltafaccia da parte del Governo, la FAND, -di cui fa parte anche l'ENS, insieme a ANMIC, ANMIL, UIC e UNMS, ed è membro del Forum Europeo dei Disabili - cui si è unita poi la FISH, ha confermato la preventivata manifestazione di protesta in piazza Montecitorio, a Roma, e fra i circa 3.000 manifestanti (1.500 per la Questura...) almeno mille erano i sordi, soci ENS, accorsi per l'improvviso appello lanciato dall'ENS Centrale.

 

 

 

Per l'Ens di Milano si sono presentati quattro componenti del Consiglio Provinciale, sui sette effettivi, oltre a una decina di soci arrivati, non essendo stato possibile prevedere una spedizione programmata, per iniziativa personale. Nonostante l'improvvisazione di quella chiamata, dopo l'annullamento - con riserva - di pochi giorni prima, assai numerose e adeguatamente preparate, con cartelli, tromboni e aggeggi vari per fare baraonda, le rappresentanze di sordi giunti da tutta Italia assai di più dal Centro e dal Sud della Penisola. L'Italia ha 2 milioni e 700 mila invalidi, dei quali solo 40 mila sono "sordomuti" in conformità alla Legge 381/70, ma è significativo che almeno un terzo dei partecipanti a quella manifestazione fossero i rappresentanti e i soci dell'ENS, per cui la presidente dello stesso Ente Nazionale Sordi, Ida Collu, affermando pubblicamente dal palco di piazza Montecitorio - allestito accanto a una ghigliottina simbolica, a significare i tagli capillari decisi o teorizzati dal Governo - di essere orgogliosa di quella massiccia partecipazione dei suoi simili sordi e dell'encomiabile unità di tutti i disabili, ha pure fatto presente al Governo che i sordi attendono da troopo tempo, oltre a un'equa normativa per il lavoro, il riconoscimento ufficiale della Lingua dei Segni Italiana, e se non sarà in breve ottenuto anche in Italia quanto prescrive la Convenzione ONU, i sordi saranno chiamati in massa a una dimostrazione per far valere i loro sacrosanti diritti.

 


Collu si rivolge soprattutto ai sordi dal palco di Piazza Montecitorio

 

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